Formula 1 e Motomondiale con Excel

Sebastian Vettel con la Ferrari 2017

Dopo il file Excel sul campionato di calcio (ecco l’ultima versione con qualche modifica e l’aggiornamento alla trentaduesima giornata della stagione 2017/2018), il mio uso “ludico/statistico” di Excel prosegue con la Formula 1 e il Motomondiale, ambedue ovviamente dedicati ai campionati in corso.

Valentino Rossi su Yamaha

Per il momento si tratta di due cartelle di lavoro molto semplici. Basta inserire, nella riga del pilota, la posizione di arrivo nel Gran Premio. Esempio: vince Vettel, scrivo 1, secondo arriva Hamilton, scrivo 3, terzo arriva Ricciardo, scrivo 3, e così via fino al ventesimo. Le funzioni provvedono a fare tutti i calcoli. Al momento sono due file piuttosto scarni, ma presto non escludo di aggiungere alcune funzionalità che potrebbero renderne più semplice l’utilizzo (specie per quanto riguarda l’ordinamento delle classifiche). Tutte le funzioni non sono state protette per rendere possibile a chi vuole di vedere come sono state pensate.

Nella cartella della Formula 1 ci sono due fogli di calcolo, uno per la classifica piloti e l’altro per quella dei costruttori. Nella cartella del Motomondiale i fogli sono invece tre: Moto GP, Moto 2 e Moto 3.

Ecco i file citati:

Naturalmente mi auguro che questo piccolo sforzo sia di buon auspicio per i piloti e le scuderie italiane… In fin dei conti è facile capire per chi tifo, basta guardare le immagini che ho postato a contorno di quest’articolo!

Ma dov’è finito il tasto “Visualizza immagine” di Google?

Il tasto “Visualizza immagine” comodissimo per acquisire le fotografie, i disegni e quant’altro dal motore di ricerca più utilizzato al mondo è, da un paio di settimane, sparito. Nel tentativo di capire il perché di questa scelta vado, ovviamente, per ipotesi, perché – anche questa volta… – i top manager di Google non mi hanno consultato prima di prendere una simile decisione.

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A proposito di Bitcoin (parte 1)

Inizialmente, non avevo previsto di parlare di questo argomento. Nel senso che non avevo pensato di trattarlo su questo sito. Però, visto che è diventato di moda e mi chiedono frequentemente di parlarne, allora tanto vale mettere per iscritto quello che so. Ma non darò consigli in materia di investimento, visto l’alto rischio connesso a una simile decisione.

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Per le tue ricerche non è Google l’unica risposta

Il mese scorso ho parlato del motore di ricerca specializzato in letteratura scientifica, Semantic Scholar. Ora è il momento di iniziare a parlare di altri strumenti per navigare nell’oceano di informazioni presenti sul web. Premetto che non ce n’è uno migliore di un altro; ognuno, infatti, sia generalista che specializzato, ha delle caratteristiche che lo rendono unico e, per una valutazione complessiva, occorre tenere conto di almeno due fattori: il tipo di ricerca che si sta effettuando e le preferenze, anche di ordine estetico, dell’utente.

Non voglio nemmeno togliere nulla a Google Search, che è e resterà ancora per lungo tempo il più diffuso motore di ricerca al mondo e che, dal punto di vista della quantità e qualità delle informazioni che visualizza, della velocità e della facilità d’uso, continua a essere il mio preferito, o almeno quello che mi sono abituato a utilizzare. La piattaforma Google offre anche altri servizi di notevolissima qualità e l’azienda sperimenta in continuazione nuove soluzioni per rendere il mondo di internet sempre più fruibile e, se vogliamo, affascinante.

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