L’economia italiana al palo

Con linguaggio molto misurato, il comunicato stampa dell’ISTAT di questa mattina (12 agosto 2016), “Stima preliminare del PIL” ci informa che la crescita del prodotto nazionale lordo italiano in questo secondo trimestre è pari a 0. Testualmente:

Nel secondo trimestre 2016 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2017.

Il dato sintetizza una diminuzione del valore aggiunto nel comparto industria, compensato da un aumento nei settori agricoltura e servizi. Dal punto di vista della domanda si registra un incremento nell’export a fronte di una contrazione nella domanda interna (al lordo delle scorte).

Naturalmente, limitare l’analisi al solo PIL è molto riduttivo, ma si tratta comunque di un segnale che costringerà il governo a rivedere al ribasso tutte le previsioni da qui a fine anno. e vedremo a settembre quali saranno le nuove previsioni del Tesoro.

Se compariamo il dato italiano con i paesi esteri, notiamo come anche la Francia registri una crescita nulla, mentre il Regno Unito registra una crescita dello 0,6% (l’effetto Brexit, in positivo o in negativo, non è ovviamente registrato) e gli Stati Uniti crescono dello 0,3%. La crescita tendenziale del Regno Unito è 2,2%, della Francia 1,4% e negli Stati Uniti è dell’1,2%. L’Eurozona regista un incremento dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Una situazione certamente non rosea.

Ma cosa vuol dire “espressione del PIL in valori concatenati”? La spiegazione ce la dà la stessa ISTAT (v. L’introduzione degli indici a catena nei conti trimestrali). In sintesi si tratta di un sistema di deflazione a base mobile che è stato inserito in occasione della revisione dei conti della contabilità nazionale nel 2005, nella quale le serie storiche in termini reali non sono più espresse, come in passato, ai prezzi di un anno base (prezzi costanti) ma sono derivate per mezzo della composizione di indici di volume ai prezzi medi dell’anno precedente. Tali stime sono quindi dette concatenate perché si basano sul concatenamento di indici a base mobile.

v. Testo integrale e nota metodologica

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