Due considerazioni sull’alfabetizzazione informatica

Spesso sento dire che corsi come quelli di alfabetizzazione informatica non hanno più senso di esistere perché ormai tutti hanno un computer (o un’apparecchiatura similare) e tutti lo sanno usare. Questa affermazione non è però del tutto vera.

Innanzitutto, molti di coloro che stanno attaccati al computer, anche per molte ore al giorno, lo utilizzano in maniera molto limitata. Faccio subito un esempio, se vogliamo un po’ polemico: usare Facebook non è condizione sufficiente per poter dire che si conosce il computer. La maggior parte degli utenti, poi, usa il proprio PC in maniera molto limitata, senza avere idea di tutto quello che potrebbe fare.

Un computer è, al giorno d’oggi, uno strumento che consente di fare molte cose e in futuro queste saranno destinate ad aumentare, considerata la velocità nello sviluppo della tecnologia. Questo è vero in molti campi della vita umana; chi ha una certa età probabilmente ricorda l’evoluzione che hanno avuto gli elettrodomestici o le automobili. Ecco, in informatica assistiamo allo stesso tipo di evoluzione, solo che qui tutto accade molto più rapidamente.

Molte persone, per svariate ragioni, non hanno potuto o voluto adeguarsi al rapido cambiamento dei sistemi di lavoro, specie del lavoro di ufficio. O magari facevano mestieri diversi che non richiedevano l’utilizzo di un computer e, semplicemente, non si sono mai posti il problema di adeguarsi all’office automation. Alcune altre, invece, hanno sempre avuto una sorta di “timore reverenziale”, ritenendosi inadeguate ad affrontare le nuove problematiche che la transizione all’informatica presenta.

Infine, per concludere questa breve riflessione, va detto che non esiste un’età migliore per iniziare a imparare l’utilizzo del computer. Certo, i giovani sono più recettivi e imparano più in fretta (ma anche in maniera assai diversa) rispetto agli adulti, ma in generale non esiste un’età migliore o una peggiore per iniziare a utilizzare il computer. L’unica differenza veramente sostanziale è che gli interessi delle persone cambiano con l’aumentare dell’età.

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