Migrazione da MSOffice a LibreOffice: cominciamo con un po’ di storia e qualche perché

LibreOffice è un prodotto abbastanza recente, ma allo stesso tempo con una storia piuttosto lunga dietro le spalle (relativamente all’evoluzione dell’informatica). Tutto nasce nel 2000, un anno dopo l’acquisizione da parte di Sun Microsystems di StarDivision, l’azienda tedesca che sviluppava StarOffice. A questo punto, la stessa Sun decise di trasformare la suite proprietaria in suite open source, con licenza LGPL (Licenza Pubblica Generica Attenuata). Nasce in questo modo OpenOffice.org, la suite libera di proprietà per ufficio.

Nel 2010, i leader della comunità di volontari del progetto OpenOffice.org, preoccupati dalla gestione Sun – basata su metodologie si sviluppo ormai superate e su una eccessiva manualità del processo di Quality Assurance – che per l’acquisizione di Sun Microsystems da parte di Oracle – azienda che non ha mai nascosto la propria idiosincrasia per il software open source – decidono di lanciare un progetto indipendente, annunciando LibreOffice.

La qualità e la sicurezza di OpenOffice.org erano già superiori a quelle di qualsiasi software proprietario (ivi incluso Microsoft Office). La maggior fragilità del codice sorgente proprietario che, in quanto “offuscato” è frutto dell’attività di una singola azienda e non beneficia degli effetti virtuosi della condivisione della conoscenza in materia di sicurezza, lo rende un obiettivo più facile.

La maggior qualità del codice sorgente open source viene confermata anche dai risultati comunicati da Coverity Scan. Secondo l’Open Source Report 2013 pubblicato da quest’ultima: “Se il software ha cambiato il mondo, come sostiene Marc Andreessen, allora il software open source è all’avanguardia di questo cambiamento. Secondo lo studio su Future of Open Source Software condotto da Black Duck Software and North Bridge Venture Partner, l’adozione e il supporto del software open source nelle aziende non sono mai state così elevate. Su dieci partecipanti alla ricerca, otto hanno scelto il software open source per la sua qualità”. E ancora: “nel 2013, la qualità dei progetti open source ha sorpassato quella dei progetti proprietari, a tutti i livelli”.

Fonte: White Paper di LibreItalia

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