Un uso sicuro della posta elettronica

Leggendo l’ultimo libro di Loretta Napoleoni, Mercanti di Uomini. Il traffico di ostaggi e migranti che finanzia il jihadismo, sono venuto a conoscenza di un modo di utilizzare la posta elettronica al quale, francamente, non avevo mai pensato.

A un certo punto della narrazione, l’autrice narra della vicenda di un italiano rapito  e di come questi venne salvato grazie, anche, all’intervento dei nostri servizi segreti. Marco, questo il nome – ovviamente di facciata – della nostra agenzia di spionaggio e Vera, questo il nome della sorella della vittima del sequestro, per dialogare fra di loro senza correre il rischio di essere intercettati (o per ridurlo ai minimi termini), decisero di aprire un account di posta elettronica GMail. Tramite esso si scambiavano messaggi senza mai spedirli.

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