Povero PowerPoint

Su un libro che sto leggendo ho trovato qualche nota relativa all’uso di PowerPoint da parte dei docenti universitari nelle Università del Nord America. L’autore, un filosofo canadese, ne parla malissimo, perché sostiene che l’utilizzo di uno strumento di presentazione riduca la capacità didattica del docente a una semplice e arida esposizione per punti.

Mi permetto di dissentire, anche se su molti altri contenuti del libro concordo pienamente con l’autore.

In primo luogo, PowerPoint è uno strumento di supporto. Il risultato finale è una diretta conseguenza dell’uso che se ne fa. Come tutti gli strumenti informatici consente, infatti, la massima flessibilità di utilizzo. Se uno vuole scrivere soltanto del testo e farlo per punti è liberissimo di farlo e ciò può essere un valido supporto per l’esposizione orale. Inoltre, lavorare in questo modo permette di non dimenticare passaggi importanti nella disamina dei vari argomenti. Forse si perderà un po’ di poesia e si limiterà l’arte oratoria, ma chi – fra coloro che sono abituati a parlare in pubblico – al temine di una relazione non ha mai avuto la sensazione di aver saltato qualche passaggio?

PowerPoint, però, non si limita a supportare solo presentazioni con relatore e allora la creatività dell’autore si può sbizzarrire anche con l’inserimento di immagini, diagrammi di flusso, eventuali filmati, sonoro e quant’altro può essere utile per coinvolgere gli astanti e dar loro la sensazione di partecipare a un evento unico e irripetibile (anche se non è così).

Forse l’autore del libro non ha una grande capacità di utilizzo dello strumento e, per questa ragione, ne sottovaluta il potenziale.

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