Che cosa è la realtà aumentata

Con il termine realtà aumentata, o realtà mediata dall’elaboratore (in inglese augmented reality, spesso abbreviato in AR) si intende l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. Tanto per fare alcuni esempi, possiamo citare i display montati sugli aerei da combattimento che mostrano al pilota informazioni come la distanza dall’obiettivo o l’inclinazione del velivolo, permettendogli di mantenere lo sguardo fisso su ciò che ha di fronte, oppure i cruscotti delle automobili, l’esplorazione di una città puntando lo smartphone o la chirurgia robotica a distanza.

Nel 1968, in un lavoro di Ivan E. Sutherland del 1968 fecero la loro comparsa gli occhiali a realtà aumentata (A head-mounted three-dimensional display, Fall Joint Computer Conference, AFIPS Conference Proceeding No. 33). Negli anni Novanta sono nate le prime visioni coerenti e organizzate di come l’elettronica miniaturizzata, i dispositivi portatili, internet e la geolocalizzazione possono condurre a mondi virtuali e/o arricchiti, mediati. La visione matura si stabilizza nei primi anni Duemila e i primi prodotti d’uso comune si affacciano sul mercato verso la fine del primo decennio del XXI secolo.

Gli elementi che “aumentano” la realtà possono essere aggiunti attraverso un dispositivo mobile (ad es. smartphone), con un PC dotato di webcam o di altri sensori, con dispositivi di visione (per es. occhiali a proiezione sulla retina), di ascolto (auricolari) e di manipolazione (guanti) che aggiungono informazioni multimediali alla realtà già normalmente percepita. Messa in questi termini può sembrare una questione legata a tecnologie modernissime ed estremamente recenti, ma in realtà esempi di realtà aumentata li abbiamo visti anche in passato. Chi, come me, ha svolto il servizio militare in qualche reparto operativo ha senz’altro avuto modo di provare i visori notturni; o pensiamo agli apparecchi acustici per aiutare i deboli di udito. E potremmo andare avanti citando molteplici altri esempi.

Le informazioni “aggiuntive” possono, in realtà, consistere anche in una diminuzione della quantità di informazioni normalmente percepibili per via sensoriale. L’obiettivo è presentare una situazione più chiara o più utile o più divertente. Si parla comunque, anche in questo caso, di realtà aumentata o AR.

Nella realtà virtuale (virtual reality, o VR), le informazioni aggiunte o sottratte elettronicamente sono preponderanti, al punto che le persone si trovano immerse in una situazione nella quale le percezioni naturali di molti dei cinque sensi non sembrano neppure essere più presenti e vengono sostituite da altre. Nella realtà aumentata, viceversa, la persona continua a vivere la comune realtà fisica, ma usufruisce di informazioni aggiuntive o manipolate della realtà stessa. La distinzione tra VR e AR è comunque artificiosa: la realtà mediata, infatti, può essere considerata come un continuum, nel quale VR e AR si collocano adiacenti e non vengono considerate come concetti opposti.

La mediazione avviene solamente in tempo reale. Le informazioni circa il mondo reale che circonda l’utente possono diventare interattive e manipolate digitalmente.

Nel 2009, grazie al grande miglioramento della tecnologia, la realtà aumentata è arrivata anche al grande pubblico, sia come campagne di comunicazione augmented advertising pubblicate sui giornali o sulla rete, sia attraverso un numero sempre crescente di applicazioni per telefonini, in particolare per Windows Phone, Android e iPhone.

Oggi è possibile, con la realtà aumentata, trovare informazioni rispetto al luogo in cui ci si trova (come alberghi, bar, ristoranti, stazioni della metropolitana o ferroviarie), ma anche visualizzare foto dai social network come Flickr o voci Wikipedia sovrapposte alla realtà; trovare i Twitters vicini; ritrovare la macchina parcheggiata; giocare a catturare fantasmi e fate invisibili usando una intera città come campo di gioco; taggare i luoghi, inserire messaggini in realtà aumentata in un (metodo usato dai teenagers giapponesi per incontrarsi e oggetto di un film di Keiichi Matsuda). E questi sono solo alcuni dei possibili esempi.

La progressiva diffusione delle tecniche di realtà aumentata, insieme ai vantaggi che porta, pone d’altra parte problemi sempre più accentuati relativi alla privacy degli utenti.

Esistono due tipi principali di realtà aumentata:

  • Realtà aumentata su dispositivo mobile. Il telefonino (o smartphone) di ultima generazione deve essere dotato necessariamente di un Sistema di Posizionamento Globale (Global Positioning System, GPS), di magnetometro (bussola) e deve poter permettere la visualizzazione di un flusso video in tempo reale, oltre che di un collegamento internet per ricevere i dati. Il telefonino inquadra in tempo reale l’ambiente circostante e al mondo reale vengono sovrapposti i livelli di contenuto, dai dati da Punti di Interesse (Points of Interest, POI) geolocalizzati agli elementi 3D.
  • Realtà aumentata su computer. Si basa sull’uso di marcatori (ARtags), di disegni stilizzati in bianco e nero che vengono mostrati alla webcam, vengono riconosciuti dal computer, e ai quali vengono sovrapposti in tempo reale i contenuti multimediali: video, audio, oggetti 3D, ecc. Normalmente le applicazioni di realtà aumentata sono basate su tecnologia Adobe Flash.

La “pubblicità aumentata” (augmented advertising) è esplosa nel 2009 con numerose campagne di marchi (Lego, Toyota, Mini, Kellogg’s, General Electrics), cantanti (Eminem, John Mayer) o riviste (Colors, Esquire Magazine o Wallpaper). Spam Magazine, nata nel 2012 in Italia, è la prima rivista gratuita totalmente in realtà aumentata, sia per quanto riguarda i contenuti editoriali sia per quelli commerciali.

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