Siti a prova di “bufale”

Torno sull’argomento che ho iniziato a trattare qualche giorno fa, quello delle fake news. Questa volta l’ispirazione mi viene da un articolo del 6 giugno 2017 da La Repubblica “D”, Fake Off” I siti prova di Fake News, autore Gabriele Nicolussi.

L’articolo mette in evidenza il fatto di come sia possibile, nonostante il rischio del propagarsi in maniera esponenziale delle notizie false, ottenere buone informazioni navigando in Internet. Basta sapersi muovere con un po’ di circospezione e senso critico. Per questo cita – e qui di seguito li riporto – una serie di siti, suggeriti da esperti per ogni singola categoria presa in esame.

Europa. Secondo Virgilio Dastoli, presidente del Consiglio italiano del Movimento Europeo, “per rimanere aggiornati sulle faccende europee bisogna in primis affidarsi al sito istituzionale dell’Unione“. Si tratta di uno dei siti più importanti del mondo, con un numero incalcolabile di pagine e molte sottosezioni fra cui la newsroom della Commissione europea e quella dell’Unione. Il Parlamento Europeo presenta gli interessanti Audiovisual Services for Media. Altre fonti interessanti sono quelle fornite da think tank e fondazioni europee come:

Vi sono poi agenceeurope.com e statewatch.org. La prima è un’agenzia indipendente specializzata in notizie relative all’Unione europea, mentre il secondo è un gruppo non-profit che pubblica anche documenti riservati.

Stati Uniti. Matteo Muzio è un phd in Storia contemporanea all’Università di Genova ed è un esperto di politica americana. Per approfondire la politica nazionale e dei singoli stati, alcune utili fonti sono politico.com e thehill.com. Utile anche realclearpolitics,org, che è un aggregatore di notizie. Molto consultato è anche il blog di Nate Silver, fivethirtyeight.com. Questo sito si basa principalmente su big data e si occupa di analisi da un punto di vista statistico.

Medio Oriente. In molti dei paesi di quest’area è difficile fare giornalismo e corretta informazione, sostiene Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto di Affari Internazionali (IAI). Il consiglio è quello di informarsi su jadaliyya.com, webzine prodotta dall’Arab Studies Institute, o su portali come al-monitor.com, middleeasteye.net o joshualandis.com, blog personale del direttore del Center of Middle East Studies dell’Università dell’Oklahoma. Per chi volesse aggiornarsi in italiano, ci sono i siti dello IAI e dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI)

Salute. L’esperto intervistato, in questo caso, è Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Per lui uno dei migliori siti mondiali per le informazioni scientifiche è quello del Servizio Nazionale di Sanità inglese (nhs.uk), nel quale è presente una sezione interamente dedicata alle notizie.

Veniamo alla spinosa questione dei vaccini, di cui tanto si parla in questi mesi. Qui il sito consigliato è vaccinarsi.org. C’è poi la pagina Facebook del professor Roberto Burioni, seguita, nel momento in cui l’ho consultata, da 270.183 persone

Alimentazione. Altro tema delicatissimo, del quale non so nulla e quindi ho bisogno di affidarmi ad esperti. Repubblica “D” ne cita due: Andrea Ghiselli, presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione) e Giovanni Migliaccio, dirigente del già citato ISS. Il primo suggerisce di consultare i siti di EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), del Ministero della Salute, di ISS, CREA, OMS e FAO, cui aggiunge quello dell’Università di Harvard, uno dei più importanti al mondo. Il secondo aggiunge all’elenco anche i siti european-nutrition.org, la sezione living healthy di webmd.com e il sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Economia. Altro argomento assai complesso. Raul Caruso, docente di Politica economica alla Cattolica di Milano consiglia di consultare principalmente i centri di ricerca: Cowles Foundation for Research in Economics dell’Università di Yale. Poi il Peterson Institute for International Economics, il National Bureau of Economics Research, il Centro Europa Ricerche (CER) e il Center for Economic Studies (CES).

Per una informazione meno tecnica, le segnalazioni sono due: nakedcapitalism.com e freakonomics.com, che parla di economia applicata agli ambiti più disparati.

Cultura e letteratura. Paola Dubini, che è stata fino al 2016 direttore del corso di laurea in Economia per le arti, la cultura e la comunicazione della Bocconi di Milano, segnala doppiozero.com (cui collaborano centinaia tra scrittori, critici, giornalisti e ricercatori) e che-fare.com.

Limitandosi alla letteratura è interessante il blog brainpickings.org di Maria Popova, scrittrice ed ex giornalista che ha collaborato con Wired, The Atlantic e Nieman Journalism Lab.

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