Riutilizzare le monetine? Si può e sarà facile

Spesso dico che noi italiani abbiamo la rara capacità di denigrarci da soli. Eppure siamo un popolo fra i più creativi, se non il più creativo in assoluto. Molte invenzioni che sono diventate di uso corrente sono state sviluppate da italiani e penso che presto quella di cui sto per accingermi a parlare la vedremo in molti luoghi.

Quando hanno introdotto l’euro, nelle nostre tasche è aumentata a dismisura la quantità di monete e monetine. Soprattutto i tagli piccolissimi (quelli fino a 5 centesimi) sono scomodi e, di conseguenza, quasi tutti hanno iniziato a metterli in qualche contenitore e accumularli a casa. I genovesi già lo facevano, ma nelle altre città questo non era così scontato. Alla fine, dopo anni, immobilizzati sopra qualche mobile ci sono centinaia di milioni di euro, sparsi ovunque sul territorio. Basta fare un piccolo conto: se ognuno di noi avesse 2 euro accantonati da qualche parte in casa, visto che siamo circa 60 milioni di italiani, il totale sarebbe di 120 milioni. Ma siamo proprio sicuri che gli spiccioli che abbiamo in casa siano solo 2 euro? E in tutta Europa?

Ed ecco quindi che un nostro compatriota ha trovato la soluzione, semplice e funzionale, quindi probabilmente di successo (o così gli auguro): ha inventato una macchina contamonete che, collegata a una app su smartphone, conta le monete e le accredita su un conto (prepagata, ricarica telefonica o conto corrente bancario) a scelta dell’utente. Questa macchinetta farebbe risparmiare un bel po’ di soldi allo Stato, dato che la nostra zecca ogni anno deve coniare milioni di monetine, visto che quelle esistenti sono fuori circolazione. Inoltre, darebbe la possibilità ai supermercati o a chi altro se ne servisse, di non rischiare di rimanere senza.

Il progetto, ancora in fase di start-up, si chiama Centy, nome quanto mai appropriato ed è un’idea di Davide Caiafa, un quarantenne di Magnago (provincia di Milano), che ha rilasciato un’intervista a Il Giorno (edizione online): Le monetine non sono più un fastidio: Centy le converte in denaro virtuale (Sara Riboldi, 8 dicembre 2017).

Come sempre, dopo che qualcuno ci ha pensato, viene da dire: ma perché non lo hanno fatto prima? O, peggio ancora, perché non ci ho pensato io?

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